Bergamo, 7 aprile 06
Bruni fa campagna per gli abortisti
della Rosa nel Pugno
Ma l’anima cattolica di PalaFrizzoni
non ha niente da dire?
Stavolta
non sono d’accordo con il mio amico Franco Tentorio
che su un quotidiano locale ha protestato per la lettera a sostegno della Rosa nel Pugno firmata dal sindaco Bruni. Il capogruppo di Alleanza Nazionale ha ragione nel merito, visto che è
scorretto dal punto di vista istituzionale che un sindaco sfrutti la sua carica
per fare campagna elettorale; l’inquilino di PalaFrizzoni
avrebbe sicuramente dimostrato più correttezza e stile se avesse firmato la
missiva per il partito del duo Boselli-Bonino a
titolo personale, senza precisare, appunto, la carica ricoperta. Però Tentorio, da esponente del
centrodestra, non ha valutato che un testimonial come
Bruni non può che far perdere voti all’Unione. Ben vengano quindi migliaia di
lettere elettorali del sindaco socialista, così tra i cittadini, con una semplice equazione, passerà il messaggio: “Se
il centrosinistra amministra così male una piccola città come Bergamo, chissà
che disastri farà al governo nazionale! Meglio votare la Casa delle Libertà!”.
La
lettera di Bruni, se da un lato può portare più voti a Berlusconi
anziché a Prodi, dall’altro, però, in chiave più locale, rivela, per l’ennesima
volta, oltre che la scarsa credibilità del sindaco,
anche la sua opportunistica ambiguità politica. Torniamo, infatti, alla
campagna elettorale: uno dei fattori decisivi della vittoria dell’Ulivo in
città era stato individuato nell’appoggio della Compagnia delle Opere, e di
conseguenza di parte di Cl, a Bruni e alla sua coalizione.
Non a caso nella lista personale del sindaco era stato eletto come consigliere
comunale Fulvio Paparo, esponente del “braccio
operativo” di Comunione e Liberazione.
Un
appoggio non certo a costo zero, visto che il
responsabile delle imprese sociali della Cdo, Aldo Ghilardi, dopo aver pubblicamente elogiato la candidatura
dell’ex seguace di Craxi (“Guardiamo con interesse al progetto di Bruni. Con lui è possibile una
svolta, una svolta rispetto al decennio precedente, non solo, badate bene, ai
cinque anni di gestione Veneziani, ma anche al quinquennio che lo ha preceduto”
era stata la sua premessa) aveva posto come condizioni, oltre al “diritto
di accesso a Città Alta e il 5 per cento degli appalti
alle imprese sociali”, la “vera
parità scolastica” tra istituti pubblici e privati. Vogliamo forse credere
che la Cdo bergamasca si sia sbilanciata così tanto
(creando tra l’altro una spaccatura interna a Cl, da sempre vicina a Forza
Italia e all’Udc) senza alcuna promessa da parte di
Bruni? E’ molto improbabile.
Sta di
fatto, che a distanza di quasi due anni da quello storico accordo elettorale,
il sindaco socialista, in vista delle politiche, si lancia nella propaganda dei
cavalli di battaglia della Rosa nel Pugno in
particolare “la difesa e la riqualificazione della scuola pubblica”. Ma non
solo: dal programma dei radical-socialisti brillano
punti come “legalizzazione dei derivati della cannabis;
sperimentazione della somministrazione controllata di eroina;
possibilità di ricorso all’aborto farmacologico;
istituzione del registro delle unioni civili di coppie dello stesso sesso o di
sesso diverso, senza assimilarle all’istituto del matrimonio”. Un concentrato di proposte che con la difesa della
famiglia e della società di ispirazione cristiana,
come sostiene Cl, ha ben poco a che fare. Per rendere ancora più chiaro la
fregatura che si è presa la Cdo dal sindaco Bruni basta riportare le parole del leader socialista Boselli: “La Rosa nel
pugno non voterà mai e poi mai alcun finanziamento alla scuola privata. Noi ribadiamo di essere nettamente contrari al finanziamento
delle scuole private, paritarie o no che siano”.
A
questo punto, il consigliere Paparo, uscirà dal suo
mutismo facendo appello alla sua dignità e a quella della organizzazione
a cui appartiene (e che gli ha dato i voti!) per ricordare al sindaco gli
impegni presi in campagna elettorale? E i cattolici della maggioranza (Margherita, Aratro, consigliere Invernizzi della Lista Bruni), non
hanno niente da dire di fronte alle proposte abortiste, contro la famiglia
tradizionale, a favore della liberalizzazione delle droghe, sostenute, per di
più abusando del suo ruolo di sindaco,
da Bruni? Per ultimo una curiosità: ma la Cdo
e i ciellini che hanno sostenuto il centrosinistra
alle ultime comunali, non si sentono fregati e non hanno proprio niente da
dire?
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