Bergamo, 27 gennaio 06

 

Ma quale verifica, è una sceneggiata”

Bruni minaccia gli alleati, non i poteri forti

 

Se non fosse tutto tremendamente vero, si potrebbe pensare che la “verifica di maggioranza” a Palazzo Frizzoni si stata il tema conduttore di una puntata, in versione orobica, del Bagaglino, il varietà televisivo che mette in ridicolo i grandi big della politica italiana.

Alla luce della relazione del sindaco in consiglio comunale, ma soprattutto della sua intervista su L’Eco, questo fantomatico chiarimento interno al centrosinistra è stata proprio una sceneggiata che ha fatto emergere, per l’ennesima volta, tutte le fortissime contraddizioni della maggioranza di PalaFrizzoni.

Da un lato, infatti, già in campagna elettorale Bruni e kompagni hanno sempre sbandierato la questione della “partecipazione”, del “bilancio partecipato” e della “valorizzazione del consiglio comunale”, oltre che del “gioco di squadra; ora, a soli 18 mesi dalla sua elezione, il sindaco fa l’ennesima inversione a U e dichiara che “d'ora in poi cercherò di guidare di più” e che “è ora di finirla di tirare il sindaco per la giacca: è invece necessario riconoscergli il suo ruolo”.

Di fronte a queste proclami di stampo così decisionista, che nemmeno il buon Veneziani, che a sinistra veniva sempre criticato proprio per il suo modo di fare un po’ aziendalistico, si era mai permesso di lanciare, diventano veramente ridicoli i propositi di “fare squadra” che il centrosinistra si era dato non più di quattro mesi fa, al ritorno dalle ferie d’agosto. In quell’occasione le dieci componenti che fanno da ponteggio a questa barcollante giunta, si erano ripromesse di introdurre un nuovo metodo di lavoro: un incontro mensile, al termine della seduta di Giunta, tra sindaco e assessori e tutti i capigruppo delle forze di maggioranza, “un modo - era stato ribadito - per rafforzare i rapporti  e soprattutto cercare un coinvolgimento nelle scelte strategiche della città” (lo abbiamo visto con l’Accademia della Guardia di Finanza!).

E’ ridicolo, quindi, che a sinistra si continui a parlare di “bilancio partecipato”, quando nemmeno al proprio interno la partecipazione viene più considerata. Così come è ancora più patetico definire “positiva la conclusione della verifica”, quando poi Bruni, alla faccia della “maggioranza che esce più coesa”, non si fa scappare l’occasione di lanciare pesantissime minacce del tipo “nel caso la presenza di qualcuno metta a rischio sia il ruolo del sindaco che la tenuta della coalizione, sarei disposto anche a perdere per strada pezzi di maggioranza”.

Eccolà qui, la vera verifica: altro che coesione e squadra, il vero dato politico che è emerso da questa consultazione tra le forze di centrosinistra è l’avvertimento-minaccia posto dal sindaco, in primis a Rifondazione, per cui o si sta con lui oppure si è messi alla porta. Insomma, chi osa tirare troppo la giacca di Bruni, rischia proprio di trovarsi con il ben servito. A questo punto, però, se il messaggio verso le anime più ribelli della maggioranza è chiaro, c’è da capire, invece, se un analogo trattamento verrà riservato anche a quei poteri forti della città a cui l’Ulivo orobico non pare proprio essere insensibile.

Stiamo parlando di quei potenti personaggi a cui non serve nemmeno tirarle le giacche, perché basta un loro schioccare di dita per avere schiere di politici ai loro ordini; quei potenti, per dare un’idea, che ad esempio non vogliono che l’Università si trasferisca nel campus ai Riuniti o che si sono mobilitati per impedire che l’Accademia della Guardia di Finanza si ampliasse sull’altro lato di via Statuto, perché, guarda caso, con il trasferimento dell’ospedale alla Trucca, l’area tra largo Barozzi e via XXIV Maggio diventerà uno dei più appetitosi interventi immobiliari degli ultimi cinquant’anni a Bergamo.

Del resto anche il segretario provinciale di Rifondazione Comunista ha detto che “su alcuni temi, come la Tangenziale est, la fusione Bas-Asm, la stessa Accademia, questa amministrazione si è fatta un po' troppo condizionare dai poteri forti”. Tranquillo Sironi, se ne sono accorti tutti.

www.danielebelotti.net