Bergamo, 12 maggio 06

 

Rifondazione, ma che brutta figura

Chiede la verifica per i programmi, poi pensa solo alle poltrone!

 

Ormai è chiaro che Bruni e kompagni  hanno scambiato Palazzo Frizzoni per un teatrino in cui mettere in scena misere operette, per di più in più atti: il primo è stato rappresentato con la verifica di maggioranza di gennaio, il secondo in questi giorni con la replica della verifica. In entrambe i casi si è assistito ad una sceneggiata tanto rumorosa quanto inutile.

Chi paga le conseguenze di tutto ciò sono i cittadini costretti a subire l’immobilismo della giunta  comunale, impegnata più nei giochetti di potere interni che nell’amministrazione della città. In mezzo a questo casino i più frastornati però devono essere i militanti, i compagni della base, di Rifondazione Comunista disorientati dalle decisioni dei propri dirigenti locali.

Con un grande sforzo personale (aiutato però dai commenti di conoscenti che votano l’estrema sinistra), mi metto nei panni di un elettore bergamasco del partito di Bertinotti che scrive una lettera aperta all’ex segretario provinciale Marco Sironi, ai consiglieri comunali Scanzi e Morgano e a tutto il Comitato politico provinciale.

“Cari compagni, non capisco cosa sta succedendo al comune di Bergamo, o meglio capisco che ci siamo (anzi, ci avete!) sputtanato: avete fatto tanto rumore per nulla! Quando Bruni e Grossi ci avevano fregato con il blitz sull’Accademia della Guardia di Finanza a Grumello al Piano, si era giustamente richiesto una verifica di maggioranza puntando tutto sul rispetto del programma elettorale (“Non ci interessano le poltrone, ma solo il rispetto del programma” era stato detto). Allora la verifica era finita, a parte le rassicuranti dichiarazioni del sindaco, in niente tanto che ci si era dato appuntamento a dopo le politiche.

Poi salta fuori il caso Trussardi e Sironi dichiara “Non è assolutamente una questioni di posti, ma di contenuti” e ancora “Non siamo disponibili a fare nomi e a sostituire il nostro assessore”; qualche giorno dopo (11 marzo) i circoli cittadini all’unanimità approvano un documento che dà mandato a “riavviare un percorso politico di ricomposizione con i tempi e le verifiche necessarie” a patto che ci sia un chiarimento con sindaco e maggioranza “fondato su una relazione di pari dignità e reciproca affidabilità, che si trovi un'altra ubicazione alla nuova Accademia  Gdf, si contengano le espansioni urbanistiche sulle aree verdi, si mettano i paletti alla gestione del Gleno e così via. Nessun accenno a poltrone.

Dopo neanche due mesi, dei punti programmatici non c’è più traccia essendovi concentrati unicamente sulla caccia alle poltrone: due assessorati, la presidenza della Terza Commissione, l’assessorato al Bilancio partecipato. Alla fine? Niente. Solo la sostituzione di Trussardi che così siete riusciti a scaricare nel peggiore dei modi (Sironi ti ricordi che si era deciso di non fare nomi al suo posto per tutelare l’immagine del nostro ex assessore?). E con chi lo volete rimpiazzare? Con il compagno Coco Macario, che alla prima intervista a un giornale dichiara “Siamo pronti a votare la nuova tangenziale est”.

Scusate, ma continuo a non capire. Si fanno fuochi e fulmini per far rispettare il programma, che è sempre stato contro la tangenziale est (vecchia o nuova cambia poco, anzi l’ultima versione è ancora più costosa), e ora chi andrà a sostituire Trussardi vuole che venga realizzata? Non è che magari Macario, contagiato già dalla poltronite, è pure d’accordo sull’Accademia Gdf a Grumello?

Sapete, cari dirigenti del partito, qual è il risultato di tutta sta storia? Che Rifondazione, ritornando a cuccia con la coda tra le gambe, ha perso di credibilità e di forza all’interno della coalizione, facendo, da una parte, sghignazzare i poteri forti della città e, dall’altra, umiliando i nostri elettori. E ancor più grave, avete scaricato il compagno Trussardi e spaccato in due il partito: prima sulla scelta se rientrare o no in giunta, poi sul nome di chi sarebbe andato ad occupare la poltrona di assessore. E per fortuna che il nostro doveva essere un partito di orgogliosi idealisti combattenti…”

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