Bergamo,
29 giugno 2006
Spett.le
L’Eco di Bergamo
redazione@eco.bg.it
Egregio Direttore,
alcuni passaggi
dell’intervista, pubblicata nei giorni scorsi sul Suo spettabile giornale, al
comandante provinciale della Guardia di Finanza, Maurizio D’Andrea, meritano un
commento.
In particolare non si può non replicare al duro
attacco alla “bergamaschità” rivolto dal comandante,
tra l’altro dalle colonne di un giornale da sempre paladino, con pieno sostegno
di migliaia di lettori, proprio della “bergamaschità”.
La frase “Mi
arrabbio veramente quando sento parlare di "bergamaschità".
Siamo cittadini del mondo: smettiamola con queste cose veramente ridicole e
senza senso. È una pena sentirle. Ma questa bergamaschità è valore fondante di cosa? Ci sono braccia,
occhi o culture migliori? Io non la butterei sulla cultura”, infatti, non è certo leggera.
Egregio comandante, nessuno vuole
essere superiore ad altri, ma è così grave essere legati alla propria terra,
alla propria gente, alla propria cultura? Bergamaschità,
è bene che lo sappia, per noi significa, con orgoglio, laboriosità, generosità, rispetto per chi ti
rispetta (e non per chi viene in casa nostra a comandare, prevaricare, imporre
le proprie usanze e ancor peggio a delinquere). I bergamaschi che sono orgogliosi
di esserlo (e sono tanti) non ritengono certo che
questo senso di appartenenza sia “ridicolo
e senza senso”. Piuttosto, ce lo permetta, è una
pena sentire ripetere il concetto radical chic, tanto
di moda, di “cittadino del mondo”, quasi che si vogliano eliminare le
differenze, e quindi le culture, di tutti i popoli. Se Lei
non è orgoglioso della sua “trebisaccità” (da Trebisacce, provincia di Cosenza) non è certo colpa nostra;
libero di sentirsi “cittadino del mondo”, ma questo non vuol dire che può permettersi
di offendere chi, invece, è nato e si sente bergamasco
e ci tiene ad esserlo.
Allo stesso modo non è stata molto rispettoso il suo giudizio sull’anima
cattolica di Bergamo, fatta passare per bigotta e troglodita, quando cita
l’esempio della mancanza di discoteche in città. Cosa
dire, inoltre, della generalizzazione su commercianti e lavoratori autonomi che
mediamente dichiarano “fra il patetico e
il ridicolo” redditi “a livello da
fame endemica”? Possibile che di fronte a queste gravi affermazioni che
fanno di tutta un’erba un fascio nessuna associazione
di categoria e ordine professionale abbia ancora ritenuto doverosa una risposta
a tutela dell’immagine dei propri associati? Preso atto che chi non paga le
tasse va perseguito con tenacia, non va altrettanto preso atto che a Bergamo
l’evasione fiscale è un fenomeno in percentuale molto inferiore ad altre parti
d’Italia, come ad esempio la Calabria e tutto il Sud? Mi permetto di far notare
che le decine di migliaia di partite Iva della nostra provincia creano posti di
lavoro tenendo il livello di disoccupazione tra i più bassi in assoluto in
Italia, generano reddito offrendo un notevole contributo al Pil
nazionale e con le proprie tasse contribuiscono a trainare quelle regioni dove
la produttività e il gettito fiscale sono di gran lunga
inferiori e dove, purtroppo, l’assistenzialismo è la prima attività
economica.
Noto con piacere che anche il
segretario provinciale della Cisl, Gigi Petteni, riguardo alla considerazione che in certi settori,
come l’edilizia, “tutti lavorano in nero”, ha sottolineato,
dati alla mano, come l’affermazione di D’Andrea fosse eccessiva invitando a non
generalizzare e condannare un’intera categoria.
Siamo d’accordo che per contrastare
l’evasione tributaria serve “serietà e le
persone devono sapere che i controlli ci sono” in modo da evitare “che furbi e furbetti debbano sempre farla
da padrone”: allora, però, si cominci anche ad eliminare “i furbi e
furbetti” che chiedono qualche mazzetta per “aggiustare” qualche controllo e si inizi, seriamente, a controllare anche tutti quei
venditori abusivi che, alla luce del sole, espongono la propria merce
contraffatta in pieno centro ed anche a poche decine di metri dall’Accademia
della Guardia di Finanza.
Daniele Belotti
Cons. Reg.le Lega Nord