Bergamo, 26
gennaio 07
L’avevamo detto un anno fa: “Il Comune
vuole fare cassa a spese degli automobilisti”
Il record di multe, 110.000, conferma la
nostra denuncia
Le bugie hanno le gambe corte”, si dice quando si ha la
certezza che chi te la racconta mente sapendo di mentire. Ma si dice anche “chi
vivrà vedrà” quando si è sicuri che alla fine “i nodi verranno al pettine” (un
po’ di sana cultura popolare non fa mai male, tranne, ovviamente ai sinistri radical chic da salotto che questi detti li considerano
solo patrimonio di sottoculturati).
Se andiamo indietro di un anno esatto, era il 27 gennaio
2006, la Lega presentava un’interpellanza in cui si denunciava che “alcuni
ufficiali del Comando di Polizia Locale di Bergamo, illustrando gli obiettivi
per il 2006, avrebbero esplicitamente dato indicazioni di fare cassa”, ovvero
avrebbero sollecitato i vigili ad emettere il più alto numero possibile di
contravvenzioni. Un ordine, per ovvie ragioni politiche, verbale, senza alcuna traccia per iscritto.
Allora fu immediata e sdegnata la replica del mio panciuto
dirimpettaio di pagina, Antonio Misiani (è un amico,
sono sicuro che non se la prenderà per il rotondo aggettivo; non so, invece,
che reazione potrebbe avere la moglie, la gentile signora Ines: meglio comunque
evitare di incontrare l’onorevole coppia, almeno per un mesetto) allora
assessore alla Sicurezza: “Non c’è stata alcuna indicazione per “fare cassa” - aveva
detto alla stampa - e la dimostrazione sta nei documenti di bilancio: quello di
previsione del 2006 riporta alla voce contravvenzioni la stessa cifra del 2005.
L'unico indirizzo espresso in maniera chiara è quello del rispetto delle
regole. Il resto sono solo strumentalizzazioni politiche degli inevitabili
malumori che nascono nel momento in cui si danno delle contravvenzioni”.
Alla faccia delle strumentalizzazioni, allora facciamo
parlare i numeri. Come si è potuto leggere nei giorni scorsi sui quotidiani
locali, il bilancio delle multe emesse dal comando di via Coghetti
registra nel 2006 un incremento del 18 per cento. L’anno scorso sono stati
emessi qualcosa come 110.057 verbali, 17.258 in più rispetto ai 92.799 del
2005. Conti alla mano, alla cassa comunale, questa spremitura ha fruttato oltre
5 milioni di euro.
Premesso che va bene ed è doveroso il rispetto della
legalità, non sono però condivisibili, invece, le forme di persecuzione
(ricordiamo i casi delle multe seminate in quantità industriale ai tifosi
dell’Atalanta e a quelli della Foppa Pedretti e di Luca Messi, ai visitatori della Fiera Edile,
ai motociclisti in Colle Aperto e in via Camozzi,
agli universitari in Città Alta; stranamente immuni da sanzioni le auto in
divieto nei pressi della Festa dell’Unità alla Celadina
e della moschea di via Cenisio), soprattutto se
finalizzate appunto a “fare cassa” dietro a proclami rassicuranti del tipo “Non c’è nessuna volontà persecutoria in
tutto questo, l’amministrazione vuole però lanciare un segnale chiaro: le
regole vanno rispettate”.
A questo punto vedremo se anche il successore di Misiani, Dario Guerini, e il
prossimo nuovo comandante della Polizia Locale (è da un po’ di tempo che gira
voce che Chizzolini verrà sostituito a
breve) vorranno continuare sulla linea del “fare cassa”.
Il sindaco allo
stadio - Intanto, sempre in tema di casse
comunali, registriamo una nuova puntata nella telenovela infinita sull’affitto
dello stadio tra Atalanta e Pala Frizzoni. Punzecchiato dalle parole del
Direttore Aziendale nerazzurro Cesare Giacobazzi
“Certi politici vengono allo stadio solo per fare passerella”, Bruni ha
annunciato che non andrà più in tribuna vip, ma in un altro settore dopo aver
comprato il biglietto. Sindaco, se vuole può venire con me in curva Nord, però
mi raccomando, si ricordi di lasciare a casa la sciarpa rossonera:
sa, tra gli ultrà atalantini i milanisti non sono
proprio amati.
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