Bergamo, 3 marzo 06

 

In arrivo un altro supermercato in città

In via Autostrada vuole aprire la Coop; tra “rossi” ci si intende

 

Chi non ricorda il blitz ferragostano, nonché primo atto concreto dalla sua elezione, con cui il Bruni aveva fatto rimuovere il cartello Bèrghem? A giustificazione di quell’ignobile decisione, il sindaco aveva dichiarato: “I cartelli in dialetto rappresentano un messaggio di chiusura e non di apertura della città, come invece dovrebbe essere. I cartelli debbano essere considerati dal punto di vista di chi arriva e non di chi sta in città. E sbaglierò, ma, secondo me, quello non era un messaggio di benvenuto. Abbiamo già in mente di sostituire le scritte in dialetto con altri cartelli di benvenuto. Dobbiamo ancora studiare la cosa”.

Ci hanno messo un anno e mezzo, ma forse Bruni & kompagni pare abbiano trovato la soluzione riguardo al messaggio che deve accogliere gli automobilisti che arrivano in città dall’autostrada: al posto del “famigerato” Bèrghem ci sarà l’insegna di un bel supermercato Coop! Sì proprio quella di Unipol, quella di Giovanni Consorte e del suo fido vice Ivano Sacchetti, quella delle decine e decine di milioni di euro “svaniti” nel nulla, quella degli stretti legami con le giunte rosse. Ecco, sarà proprio il marchio Coop, il primo cartello che potremmo vedere all’ingresso della città, a metà di via Autostrada.

Tutto questo perché l’amministrazione comunale pare voler dare il via ad una variante del prg che va a modificare la destinazione residenziale, da circa 15 mila metriquadri, dell’area, ora verde, in fondo a via Spino (dove ci sono i capannoni artigianali), per trasformarla in commerciale, ricettiva e terziaria.

In particolare, il piano attuativo presentato dalla società Brumans’ di Pedrengo prevede un albergo di sei piani con 120 camere (4.600 mq.), 5.000 metriquadrati di uffici e altrettanti di commerciale, di cui 2.500 mq. di effettiva superficie di vendita (il resto in magazzini). Un simile insediamento, non solo metterebbe ulteriormente in ginocchio i negozianti della parte Sud della città (si consideri che il supermarket di via Autostrada, andrebbe ad aggiungersi a quello previsto nell’ex Magrini, all’altro ipotizzato nell’ex Molini Moretti e a quello già aperto in fondo a via San Bernardino), ma aggraverebbe anche la  situazione del quartiere Carnovali in quanto è facilmente prevedibile un ulteriore incremento del  traffico veicolare in tutta la zona. Non devono trarre in inganno, infatti, le opere viarie connesse come lo svincolo di accesso da via Spino su via Autostrada e il collegamento di Carpinoni al pip, perché i benefici verrebbero in pratica annullati dal maggiore volume di traffico. Se si pensa poi al parcheggio (un’opera fortemente richiesta dal quartiere ed inserita nel Piano delle Opere Pubbliche approvato dal Comune) che ora la giunta Bruni vorrebbe far realizzare a spese della società lottizzante, la situazione è addirittura paradossale, visto che avrà la medesima superficie nonostante il supermercato, gli uffici e l’albergo, facendo venire meno qualsiasi beneficio per i residenti.

Intanto, senza alcun pudore, il centrosinistra continua a predicare attenzione per le periferie, promettendo interventi per migliorarne la vivibilità; se per Bruni & kompagni la formula per rilanciare i quartieri è quella di intasarli di auto, eliminando delle aree verdi per costruirvi supermercati, uffici e alberghi (o Accademie militari circondate da filo spinato), allora stiamo freschi.

E per fortuna che in campagna elettorale Roberto Bruni, negli incontri con le associazioni dei commercianti avevano promesso grande attenzione alla categoria riconoscendo l’importanza del  valore sociale dei negozi all’interno dei quartieri, mentre il pluriassessore, prossimo onorevole Antonio Misiani, all’indomani della vittoria dell’Ulivo, aveva rassicurato i moderati bergamaschi che “Bergamo non è Reggio Emilia”. Peccato che a breve il primo biglietto da visita della nostra città potrebbe proprio essere l’insegna della Coop. Ma caro Bruni, se il cartello Bèrghem era un simbolo di “chiusura”, quello della Coop, dopo la torbida vicenda della scalata a Bnl, può essere considerato un “messaggio di benvenuto”?

www.danielebelotti.net