Bergamo, 19 maggio 06

 

Il centrosinistra boccia lo stadio “Bortolotti”

Rustico e i Ds si sono dimenticati degli impegni presi

 

Mi scuso fin da subito con i fedeli lettori di questa rubrica se per la terza volta in un anno torno a trattare la questione dell’intitolazione dello stadio Comunale ad Achille e Cesare Bortolotti. Lo spunto è la vergognosa decisione da parte della maggioranza consiliare di bocciare la proposta di dare all’impianto di Viale Giulio Cesare il nome dei due ex presidenti dell’Atalanta. Niente di ufficiale, almeno per ora, ma quanto emerso lunedì scorso nella riunione dei capigruppo consiliari chiarisce bene la situazione: Lista Bruni (la lista a cui fa diretto riferimento il sindaco!), Margherita, Aratro, Rifondazione, Italia dei Valori, Verdi e Ds hanno espresso tutti la loro contrarietà (a questi si deve aggiungere la posizione ambigua di Forza Italia divisa tra favorevoli e nettamente contrari come il consigliere Baraldi, promotore nel 94 dell’intitolazione del Comunale agli Atleti azzurri d’Italia). Le motivazioni? Ognuno ha la sua. Si va da “perché ai Bortolotti e non al senatore Turani?”, a “lasciamo la denominazione attuale” (in mezzo ce ne sono altre che per rispetto verso la memoria di Achille e Cesare è meglio evitare di riportare).

In un momento storico per l’Atalanta, in una stagione che l’ha vista dominatrice assoluta del campionato, in un periodo pieno di feste e di entusiasmo per la promozione in serie A, a pochi mesi dalle celebrazioni del centenario della società che caratterizzeranno tutto il 2007, ecco che la maggioranza di Palazzo Frizzoni, quella che a parole si dimostra vicina alla gente, spegne il desiderio di migliaia di tifosi atalantini di dedicare lo stadio cittadino ad una famiglia che ha dato tanto per i colori nerazzurri.

Ecco quindi che un sindaco milanista, un capogruppo tifoso del Napoli, un radical-chic di sinistra che, dall’alto del suo snobbismo da salotto, alla questione ha risposto con un “Bortolotti chi?”, una consigliera che l’Atalanta pensa sia una farfalla, un altro che sfoggia, povero lui, spille e cravatte interiste, uno che fa il bastian contrario su tutto e che è arrivato addirittura a proporre l’uscita scaglionata degli spettatori dal Comunale nel seguente ordine, prima quelli a piedi, poi quelli in moto, infine quelli in auto, insomma tutti questi, che della Dea se ne fregano altamente, hanno imposto il loro volere senza considerare minimamente il desiderio di chi utilizza principalmente lo stadio, ovvero la società Atalanta e i tifosi atalantini.

Una decisione, fra l’altro, che conferma la considerazione praticamente nulla dell’assessore allo Sport Fabio Rustico all’interno della sua maggioranza. Era stato proprio l’ex terzino, infatti, a lanciarsi pubblicamente un anno fa, a tutta pagina su L’Eco di Bergamo, con un esplicito “Voglio intitolare lo stadio ai Bortolotti”; cosa fa ora il suo sindaco? Dopo averlo candidato, sfruttandone la fama da calciatore, per ottenere le sue quasi 500 preferenze, Bruni fa fare la figura del pirla a Rustico lasciandolo col cerino in mano. Il buon Fabio, già inesperto in politica ed ora anche un po’ “per aria” per l’imminente matrimonio (auguri!), non può o non vuole farsi rispettare e così subisce questo smacco senza replicare.

Sorprende anche la posizione contraria del gruppo consiliare dei Ds visto che i due segretari “statisti” del partito, Maurizio Martina e Matteo Rossi, avevano perfino promosso una petizione popolare a favore dell’intitolazione ai Bortolotti. A questo punto o i due presunti leaders dei Ds orobici sono davvero come Gianni e Pinotto e nel loro partito contano come il due di picche, oppure c’è stato un ammutinamento dei diessini a Palazzo Frizzoni che non può risolversi certo a tarallucci e vino. Speriamo almeno che i signori Martina & Rossi facciano sapere pubblicamente qualcosa ai bergamaschi, visto che siamo rimasti ancora fermi alla loro petizione popolare.

Di certo, sia il sottoscritto che il consigliere Tentorio non hanno nessuna intenzione di mollare la presa, soprattutto in questa fase in cui il calcio è travolto dagli scandali, proprio perché il nome dei Bortolotti ricorda un calcio diverso, fatto più di passioni che di affari, più di cuore che di portafoglio. E il centenario della Dea non può che iniziare dando un nome legato all’Atalanta e a Bergamo al suo stadio!