Bergamo, 23 febbraio 06
Bruni subalterno ai musulmani
Il sindaco riceve con tutti gli onori gli islamici, strumentalizzando
la vicenda Calderoli
Neanche
fosse arrivato un capo di stato a Palazzo Frizzoni, il
presidente del Centro Islamico di Bergamo, Imad El Joulani, ed il suo vice, Mohamed Saleh, sono stati
ricevuti in pompa magna dal sindaco Roberto Bruni e da ben sei assessori. Peccato
che quando, invece, a salire le scale del Municipio, esattamente un anno fa, fu
un ambasciatore ufficiale, di uno stato europeo importante quale
è la Repubblica Ceca, con il quale la bergamasca ha un intenso scambio
commerciale, ad attenderlo non c’era né il sindaco, né il vice e nemmeno un
assessore, ma solo il (senza offesa naturalmente) Presidente del Consiglio
Comunale, Marco Brambilla.
Viste
le continue difficoltà in cui naviga in comune di
Bergamo, il centrosinistra non ha perso quindi l’occasione per nascondere i
gravi problemi interni e l’immobilismo della giunta che ormai sta paralizzando tutta
l’attività amministrativa, catapultandosi sul caso della maglietta satirica di Calderoli, demonizzando l’ex ministro e strumentalizzando
politicamente il più possibile tutta la vicenda.
Ecco
spiegato perché il sindaco ha invitato la delegazione islamica cittadina,
accogliendola con tutti gli onori in compagnia di gran parte dei suoi assessori
e perché la sua maggioranza ha presentato un ordine del giorno urgente pieno di
risentimento e astio nei confronti del senatore leghista.
Ma il
sindaco, avendo parlato di “rispetto reciproco”, ai rappresentanti della
moschea di via Cenisio avrà
accennato, nel suo piccolo, anche al rispetto che gli islamici devono alle
norme urbanistiche, visto l’abusivismo accertato nell’ex capannone artigianale
nei pressi di via delle Valli trasformato dai musulmani in affollato centro di
culto? E ancora, avrà fatto presente, dopo aver mietuto multe a valanga per
divieto di sosta ai tifosi atalantini e alle mamme della Montessori
e aver promesso tolleranza zero per tutti, che anche i frequentanti
la moschea devono rispettare i divieti del codice della strada, oltre
che la quiete dei residenti della zona, altrimenti i controlli saranno rigidi?
Avrà fatto
notare al presidente del Centro Islamico quando afferma, nell’intervista a L’Eco, che “a
Bergamo non ci risulta che siano mai accaduti episodi di reclutamento”, che
forse si era dimenticato di un tale Britel Abou
El Passim, un marocchino residente per una decina di
anni a Bergamo in via Palazzolo e abituale
frequentatore delle moschee locali, il cui nome figurava in una lista, scoperta
a Kabul nel novembre 2001, di affiliati ad Al Qaeda (la
più pericolosa organizzazione terroristica islamica, guidata da Osama Bin Laden)?
Se il sindaco ha
dimostrato l’ennesima e tipica subalternità culturale da parte della sinistra
verso il mondo arabo e gli immigrati fedeli al Corano (finalmente alcuni
opinionisti importanti, come Magdi Allam, Ernesto Galli della Loggia, Angelo Panebianco, oltre che la stessa Chiesa Cattolica hanno
cominciato a dire ciò che la Lega afferma da sempre, ovvero che la nostra tolleranza
deve avere un limite altrimenti si fa il gioco degli estremisti islamici),
ancora più supini ai piedi di Maometto si sono dimostrati i consiglieri
comunali del centrosinistra.
La mozione urgente di
condanna a Calderoli, infatti, dimenticava, guarda un
po’, qualsiasi riferimento al dramma che stanno
subendo i cristiani che vivono nei paesi a maggioranza musulmana e pure, per
restare in tema di fondamentalismo e terrorismo
islamico, alla manifestazione di Roma di sabato scorso a cui hanno partecipato
i Comunisti Italiani, i Verdi, parte di Rifondazione, i Cobas
e disobbedienti vari e nella quale si sono bruciate le bandiere di Israele e
Stati Uniti ed inneggiato alla strage di Nassiriya.
Proprio
perché si trattava certamente di una dimenticanza e non di una scelta ben
precisa, la Lega ha cercato di dare il suo contributo per far rimediare alla
maggioranza questa “piccola” svista, presentando 37 emendamenti al testo del
centrosinistra.
Sarebbero bastati pochi minuti per discuterli e sicuramente il documento della
maggioranza sarebbe stato certamente più completo, ma invece i pasdaran
del sindaco hanno preferito abbandonare l’aula perché, vista l’ora, erano stanchi. Poverini. In effetti
da quando non sono riusciti a raddoppiarsi il gettone di presenza sono un po’
meno disposti a fare gli straordinari. Chissà che magari qualcuno dai banchi
della sinistra non proponga uno sciopero al grido di
“Basta straordinari, aumentateci lo stipendio!”
www.danielebelotti.net