Bergamo, 14 aprile 06

 

Elezioni: il centrosinistra ha poco da ridere

A PalaFrizzoni Rifondazione alza il tiro e Bruni la vede brutta. Ma dove sono i cattolici?

 

A sinistra c’è poco da cantar vittoria, soprattutto qui a Bergamo. L’incredibile rimonta della Casa delle Libertà, lo striminzito (per altro da riconteggiare) 0,066 per cento di scarto alla Camera, nonché i 428.179 voti di vantaggio del centrodestra al Senato dovrebbero indurre i kompagni alla meditazione e alla moderazione più che alla sfrenata baldoria.

Se è inopportuno per l’Unione scatenarsi in brindisi e balli di piazza nelle regioni storicamente rosse, a maggior ragione, in bergamasca, dove la sinistra ha un distacco di quasi il 25 per cento, più che lo spumante farebbe bene un calice di obiettività, considerato, inoltre, che per vincere Prodi è dovuto ricorrere agli oltre 70 mila voti di leghisti lombardi tratti in inganno dal simbolo della Lega (scritto in grande) Alleanza (da leggersi solo con la lente di ingrandimento) Lombarda (scritto ancora a caratteri cubitali). Una vittoria veramente pulita e chiara, non c’è che dire.

Ma chi dovrebbe riflettere ancora di più sul dato elettorale è la giunta Bruni. Quei 12 punti di percentuale di vantaggio del centrodestra rispetto all’Unione sono un dato inequivocabile che i kompagni di PalaFrizzoni, non possono non tenere in considerazione. Il paradosso è che il moderato aumento di consensi di Rifondazione Comunista (+ 1,96 rispetto alle comunali 2004) spingerà i rifondaroli a fare ulteriori pressioni sul sindaco facendo così sbilanciare ancora più a sinistra la coalizione ulivista.

Le belligeranti dichiarazioni del segretario provinciale Marco Sironi e dell’assessore defenestrato Roberto Trussardi (“Il nostro risultato è un dato di cui si dovrà tenere conto negli equilibri della coalizione che governa PalaFrizzoni” e “Il risultato deludente delcentrosinistra in città è anche il frutto di una scontentezza che l’elettorato dimostra rispetto all’operato di questa giunta; bisogna affrontare i nodi, quasi tutti di natura urbanistica, come la tangenziale est, l’Accademia della Guardia di Finanza, lo stadio”), fanno presagire che questa giunta continuerà ad essere un circo, con il sindaco impegnato più che a risolvere i problemi dei cittadini, a fare un po’ l’equilibrista, per restare ancorato alla sua poltrona, e un po’ il domatore, per tenere a bada le iene all’interno della sua maggioranza.

Nelle segreterie orobiche dell’Ulivo ora si pensa anche a creare un gruppo consiliare unico, il Partito Democratico, per cercare di nascondere le forti spaccature interne. Di fronte a questa prospettiva, c’è da chiedersi come potrebbero essere conciliabili le posizioni cattoliche e molto attente ai rapporti con il Colle della Margherita, con il viscerale anticlericalismo del partito del sindaco, la Rosa nel Pugno (che in città non è andata oltre al 2,85 per cento), senza dimenticare, inoltre, che Bruni vanta nella sua lista anche un esponente della Compagnia delle Opere (Fulvio Paparo) e un cattolico radicale (Mauro Invernizzi).

Cosa pensa, ad esempio, il vicesindaco Ebe Sorti Ravasio delle dichiarazioni postelettorali della Bonino e di Boselli che vedono proprio nell’ “integralismo cattolico e populista” della Margherita l’ostacolo alla formazione del Partito Democratico? Cosa pensano i vari Paparo, Invernizzi, Anghileri, Fusi, delle proposte a favore di Pacs, aborto e ostraciste verso la scuola privata, portate avanti dal partito di riferimento del sindaco?

Ora vedremo con la nuova fase della famosa verifica di maggioranza quale futuro, fosco, ci regaleranno Bruni e kompagni. Volete scommettere che, pur di restare a galla, butteranno la polvere sotto il tappeto rimandando la risoluzione di questioni importanti come la tangenziale est, il Gleno, l’Accademia della Guardia di Finanza, lo stadio, i grandi parchi urbani? E che Rifondazione, dopo aver fatto naturalmente un po’ di scena, si accoderà dopo aver ricevuto qualche contentino come il bilancio partecipato (una truffa per gli elettori!) e una poltrona da assessore in sostituzione di Trussardi?

Nel frattempo, visto lo scarso risultato della Rosa nel Pugno, ci tocca tenere in Comune il sindaco, (ops, ufficialmente ne è solo il portavoce) Paolo Crivelli, mancato onorevole.

Un’ultima considerazione: Bergamo è rappresentata da un sindaco milanista! Caro Bruni, si faccia dare un posto a San Siro dal suo nemico Berlusconi; il suo al Comunale, per favore, lo lasci a chi ha a cuore l’Atalanta! Glielo chiedo da tifoso.

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