Bèrghem, 23 giugno 2006
La Devolution è l’ultimo treno
per migliorare il Paese
Perché per la sinistra Zapatero è
un modello solo per i pacs e i matrimoni gay e non
per le sua aperture alla Catalogna?
Votare Sì per non
perdere, forse, l’ultimo treno per l’ammodernamento del Paese. Quella
offerta da questo referendum è un’occasione unica, irripetibile, per i
cittadini italiani tutti, in primis i lombardi, per non restare ancorati al
passato, mettendosi così al passo coi tempi, rispondendo in modo concreto alla
necessità di dare quelle infrastrutture e quei servizi che i cittadini e le
imprese chiedono per vivere meglio e per essere competitivi rispetto alla
spietata concorrenza globale. Perché questa premessa?
Perché votare No al federalismo vuol dire mettere un pesante freno alle regioni
più produttive e al tempo stesso significa non voler responsabilizzare
gli amministratori pubblici del Sud continuando così con il più squallido e
clientelare assistenzialismo che ha prosciugato il Nord e “viziato” il Sud.
Altro che dire, come fanno a sinistra, che la Devolution “è pericolosa”, “divide il Paese” e “ferisce
l’unità nazionale”: il Federalismo può essere proprio la chiave per rilanciare
il Meridione che, finchè non verrà
messo di fronte alle proprie responsabilità non potrà mai sbloccarsi. Facciamo
un esempio banale: i sindaci e i presidenti delle province e delle regioni
meridionali sono un po’ come dei bambini viziati che
sono stati abituati a non rispondere delle proprie spese e della propria
amministrazione. Hanno sempre ricevuto, in termini di finanziamenti, da Roma
molto di più di quanto meritassero. Gli enormi
sprechi, i disservizi e le cattedrali nel deserto lo dimostrano. Con il federalismo, sarebbero costretti a
mettere in atto una gestione più corretta e sana delle risorse, non avendo più
la possibilità di giocare allo scaricabarile con il governo centrale.
Possibile che i paesi più efficienti e moderni
sono federali e, ormai solo l’Italia e la Francia
restano ancorate al centralismo più becero? Prendiamo la Spagna: dopo il
franchismo, negli ultimi 25 anni il tenore di vita e la
crescita economico sociale sono cresciute tantissimo, tanto da arrivare
quasi al livello dei paesi più forti del mondo. Il motore di questo
incredibile exploit è stato proprio il federalismo (introdotto nel 1979)
che ha permesso alle regioni più sviluppate, come la Catalogna e i Paesi
Baschi, di gestire le proprie risorse facendo da traino per tutto il paese.
Che paradosso la sinistra italiana: Zapatero, un modello per i vari Prodi, Fassino
& c., in Spagna dà spazio
alle rivendicazioni autonomiste di Barcellona e Bilbao (ma anche di Valencia e
della Galizia) tanto che domenica scorsa i catalani sono stati chiamati alle
urne per approvare il nuovo statuto della Catalogna che, in pratica, devolve
solo qualche competenza e solo il 10% delle entrate fiscali a Madrid
(attenzione, vuol dire che i catalani trattengono in Catalogna il 90% delle
loro tasse!). E Zapatero si
è schierato apertamente per il Sì. Da noi, invece, per una forma molto più blanda di federalismo, la sinistra, al grido di
“Salviamo la Costituzione nata dalla Resistenza” (neanche fosse la Bibbia), fa
le barricate, a conferma che dello sviluppo del Nord (e di conseguenza di tutto
il paese) non gliene frega niente, come dimostra la ridicola rappresentanza di
Lombardia e Veneto all’interno del governo, con soli due ministri, di cui uno
senza portafoglio.
E che dire di Blair, altro simbolo della sinistra europea? E’ lui che ha
inventato la Devolution per la Scozia e per il
Galles. Da noi, invece, la sinistra erge a suo paladino uno
come Oscar Luigi Scalfaro, un padre costituente, uno
di quelli che 60 anni fa inserì nella Costituzione le Regioni, che però
dimenticarono nel cassetto per 25 anni, visto che furono istituite solo nel
1970.
Pensate che a sinistra invitano a votare No
anche alla riduzione di 175 parlamentari, “perché sarà attuata solo nel 2016”
anziché subito. Peccato che Prodi, nel frattempo, ha
battuto ogni record nominando 102 tra ministri e sottosegretari.
Anche sul premierato
si grida al pericolo perché potrebbe portare ad una dittatura. Detto da chi ha
come prima regola l’okkupazione scientifica di tutti
i posti di potere fa un po’ ridere!
Bergamaschi, abbiamo costruito l’unità d’Italia,
ora costruiamo l’unità dell’Italia delle Regioni. Votate Sì.