Bergamo, 23 febbraio 07
Rustico, non farti
fregare ancora
I radical
chic dell’Ulivo vogliono spostare il calcetto in piazza della Libertà
Un
annetto fa, era il 25 novembre 2005, scrivevamo in questa rubrica: “Lo ammettiamo: non avremmo mai pensato di
dover difendere un assessore della giunta Bruni. E invece siamo costretti a
vestire i panni dell’avvocato d’ufficio per cercare di tutelare la dignità
politica di Fabio Rustico”. In quell’occasione
l’ex terzino era stato grattugiato dai suoi colleghi di giunta e dal sindaco
che, annullando la pista di pattinaggio in piazza della Libertà e quella di
neve artificiale in Sant’Agostino, gli avevano tolto
due delle poche importanti vetrine che l’assessore allo Sport ha a
disposizione.
Dopo
avergli almeno ridato quest’anno la pista da ghiaccio, per altro molto più
spartana e spoglia rispetto a quelle del passato (comunque meglio di niente),
ora qualche volpone della politica che gli siede accanto in giunta, alias lo
snob assessore alla Cultura Enrico Fusi, vuole fargli le scarpe sulla più
rappresentativa iniziativa dell’assessorato allo Sport, il Torneo di Calcetto
in piazza della Libertà.
Attenzione,
pur non essendo direttamente organizzata da Rustico, bensì dal “dinamico”
Angelo Bertocchi che propone il pacchetto completo
del torneo a costo zero per il Comune (l’unico contributo che ci mette PalaFrizzoni è la concessione gratuita della piazza),
all’assessorato allo Sport fa capo l’autorizzazione per lo svolgimento della
manifestazione, oltre che il patrocinio.
Fusi,
infatti, si è messo in testa, probabilmente sostenuto da qualche radical chic della sua coalizione, che il campo di calcetto
e le annesse tribune in piazza della Libertà sono antiestetiche.
Una
domanda: ma una piazza che è sempre vuota, perché non la si vuole animare,
visto che il calcetto non ha neanche mai creato problemi ai residenti? La si
vuole lasciare deserta?
Da
notare che quei radical chic che si scagliano contro
le tribune e i cartelloni pubblicitari, provvisori, di piazza della Libertà,
sono gli stessi che, invece, hanno difeso le porcate che sono state fatte, in
via definitiva, nella ristrutturazione di piazza Pontida,
tra cui la famigerata fontana “ciotola per cani”.
Il
torneo è ormai giunto alla sua decima edizione, diventando, con le sue cento
squadre iscritte nelle diverse categorie, la più importante manifestazione di
calcetto della provincia. Per due mesi ogni sera si danno appuntamento sulle
tribune oltre 500 spettatori. Il tutto, lo ripetiamo, a costo zero per il
Comune, perché la posizione centrale e l’alta affluenza consentono di poter
recuperare un po’ di sponsor privati. Se si spostasse il tutto, come vogliono
lo snobbista Fusi e la lobby radical
chic del centrosinistra, verrebbe meno la convenienza per gli sponsor e quindi
ciao torneo.
Torniamo
a Rustico. L’ex atalantino, che sui campi da gioco era uno che non risparmiava
pestoni a nessuno (chiedere a Ronaldo) pur di fermare
l’avversario, da quando è sceso in politica, sembra aver perso tutta la grinta
che lo aveva reso un idolo dei tifosi. Continua a farsi pestare i piedi dai
suoi colleghi. Come detto, quando gli hanno tolto la pista da ghiaccio e quella
da sci nel 2005 aveva li aveva giustificati perchè “La Giunta deve centellinare le risorse e i primi tagli riguardano le
attività di svago e intrattenimento. Quando bisogna scegliere tra i servizi
sociali e i concerti in piazza, non credo si possano avere dubbi”.
Quando poi con la costituzione dell’Istituzione per i servizi alla persona Rustico si è visto praticamente svuotare l’assessorato di competenze e dei pochi fondi a disposizione se ne è rimasto in silenzio.
Almeno adesso, caro Fabio, permettici di ripetertelo, fatti sentire, picchia i pugni sul tavolo, molla calcioni a destra e manca, ma non farti fregare. Non è solo per la tua dignità (ricordati che sei il candidato che ha ricevuto più preferenze, quindi qualche credito con Bruni e compagni ce l’hai), ma anche per le centinaia di ragazzi e le migliaia di spettatori che in quel torneo si divertono.
Sul calcetto in piazza della
Libertà, lanciati pure in attacco, che a coprirti in difesa ci pensiamo noi,
visto che i tuoi, dopo averti sedotto (e usato), ora ti hanno proprio
abbandonato.
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