Bergamo, 13 ottobre 06
Facchetti
(Asm) non la conta giusta...
Il management Bas umiliato
dai bresciani, ma il vicepresidente non fa nulla
Chi si ricorda le ultime
parole famose (tra le tante) di Roberto Bruni alla presentazione del progetto
di Asm per il teleriscaldamento a Bergamo? Era il 15 marzo scorso e il sindaco,
petto in fuori, volle sfruttare l’occasione per togliersi un sassolino dalla
scarpa: “Dopo questa operazione da 69
milioni di euro tutta sul territorio, spero che da parte dei detrattori della
fusione si abbia il buon gusto di smettere di parlare di svendita della Bas”.
Sette mesi dopo, casca
l’asino e a Palazzo Frizzoni, su pressione delle minoranze, ammettono di aver
commesso un grave errore. Nell’incontro, tenutosi martedì scorso, tra le
commissioni consiliari Bilancio e Lavori Pubblici con la dirigenza Asm sul
progetto di teleriscaldamento, sia l’assessore Dario Guerini, ma ancor più il
direttore generale Adriano Musitelli hanno dato ragione alle opposizioni riguardo
alla mancanza di una convenzione sul teleriscaldamento.
Come già denunciato in
questa rubrica, Bruni & kompagni si sono preoccupati più a fare gli
interessi della società bresciana, che quelli dei cittadini bergamaschi. Tanto
è vero che anziché bandire una gara che
avrebbe portato a un risparmio per gli utenti, come hanno recentemente fatto ad
esempio a Cuneo e Novara, PalaFrizzoni ha pensato bene di concedere in via
esclusiva ad Asm la gestione del teleriscaldamento.
Caro sindaco, altro che
vantarsi di questa operazione, piuttosto corra ai ripari alla svelta facendo
sottoscrivere una convenzione/contratto di servizio, in cui vengono stabilite le dimensioni
e la collocazione delle reti e le condizioni economiche a cui il servizio di
teleriscaldamento verrà fornito ai cittadini bergamaschi, e speri che a Brescia
non rispediscano al mittente la richiesta, visto che dal punto di vista legale
ne avrebbero la possibilità.
E già che c’è, dia una
mossa al vicepresidente di Asm Beppe Facchetti, perché rispetti il ruolo per
cui è stato nominato, ovvero quello di tutelare gli interessi dei bergamaschi
(utenti e istituzioni) nelle scelte di Asm e di farsi garante delle condizioni
fissate dal consiglio comunale di Bergamo per la fusione. Tra queste, è bene
ricordare che figura anche “il mantenimento
dell’attuale livello occupazionale senza smantellamento di uffici e personale”.
Al riguardo è stato
umiliante vedere che a presentare il progetto del teleriscaldamento, ideato e
avviato da Bas, si sono presentati cinque superdirigenti, guidati dal direttore
generale di Asm Elio Tomasoni, nonché collega di partito di Facchetti (è stato
candidato nella Margherita alle politiche 2001), tutti bresciani. Ma dov’è
finito il management della Bas? A sentire Tomasoni, “gli ex dirigenti Bas sono stati tenuti in adeguata considerazione”,
perché “Asm ha sempre avuto attenzioni
verso il proprio personale”; se poi, invece, si va a verificare salta fuori
(ci scusiamo se facciamo i nomi) che uno stimatissimo dirigente con
quarant’anni di esperienza come Roberto Mangili, responsabile alla Bas della divisione
energia (colui che, tra l’altro, è il progettista del teleriscaldamento in
città) è stato relegato a fare il “capoidraulico” (ufficialmente
amministratore, ma non delegato) della Sii, mentre Paolo Angeloni, ex
responsabile della Divisione Ambiente, è praticamente parcheggiato, senza
alcuna delega particolare, nella segreteria di Tomasoni. Se questo è il
trattamento riservato ai dirigenti di punta della Bas, lasciamo intuire come
sono stati considerati gli altri funzionari. Il tutto nell’indifferenza sia di
colui che dovrebbe tutelare gli interessi di Bergamo e dei bergamaschi, ma
anche dei sindacati. E allora, mi permetto, di rinfrescare la memoria al
vicepresidente Asm su un paio di aspetti: l’ossessione che Bergamo non conti in
Asm non è solo del sottoscritto, ma anche del suo partito; le dicono niente
queste parole “Possiamo certo salire sul
treno, un treno di lusso,superaccessoriato e solido, ma si tratta di un treno
guidato da altri e con destinazione decisa da altri; per di più nel salone
ristorante abbiamo diritto solo a 5 posti su 100” pronunciate dalla
capogruppo della Margherita a PalaFrizzoni, Fiorenza Varinelli, nel corso del
dibattito sulla fusione della Bas?
Sui
contributi della Fondazione Asm, inoltre, non giochi alle tre tavolette facendo
riferimento alle sponsorizzazioni Asm che sono un’altra cosa. Pensi invece a
far rispettare la condizione fissata dal consiglio comunale che prevede una
ripartizione in base agli utenti e non alla quota di partecipazione azionaria.
Un ultimo appunto: il sottoscritto sulle due sedie che occupa in Regione e in
Comune c’è stato messo dagli elettori, con delle preferenze, e non da una
segreteria di partito in base al manuale Cencelli.
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