Bergamo, 19 gennaio 07
Promozioni
all’Asm: tutti bresciani, nessuno ex Bas
Il
segretario provinciale dei Ds Maurizio Martina nei giorni scorsi l’ha definita
uno (dei pochissimi, aggiungiamo noi) degli obiettivi centrati
dall’amministrazione Bruni. Se per il querciaiolo e per il sindaco il
fagocitamento bresciano “ha portato utili
importanti”, noi insistiamo nel dire che, invece, si è trattata di una
svendita. A Bruni e compagni, che continuano a replicare sdegnati “a quelli che continuano a parlare di svendita”
(ricordiamo, ad esempio, l’orgogliosa dichiarazione del primocittadino
socialista in occasione della presentazione del progetto del teleriscaldamento:
“Dopo questa operazione da 69 milioni di
euro tutta sul territorio, spero che da parte dei detrattori della fusione si
abbia il buon gusto di smettere di parlare di svendita della Bas”), ci
permettiamo di ribadire che dietro ai famigerati “utili importanti” c’è la svendita politica della città.
L’ultimo
esempio? Eccovelo servito, cari compagni, sempre più ciechi e sordi di fronte
alle prevaricazioni del presidentissimo Capra e della Leonessa bresciana.
Nei
giorni scorsi dagli alti piani dell’Asm hanno sfornato ben sei promozioni di
quadri a livello dirigenziale. Dalle informazioni raccolte pare che un numero
così elevato di neodirigenti non si sia mai visto da moltissimi anni
all’interno dell’azienda bresciana. Dopo l’acquisizione di Bas e le
rassicuranti parole (giochiamo un po’ con l’ironia) del direttore generale
Tomasoni che, di fronte all’obiezione della Lega sul fatto che il personale
dell’ex municipalizzata di PalaFrizzoni fosse sottovalutato, replicò che “gli ex dirigenti Bas sono stati tenuti in
adeguata considerazione, perché Asm
ha sempre avuto attenzioni verso il proprio personale”, ci saremmo
aspettati di trovare qualche bergamasco. E invece? Tutti bresciani della casa
madre Asm! Neanche uno dell’ex Bas. Se veramente “sono tenuti in così adeguata considerazione” non si poteva
promuoverne almeno un bergamasco, proprio per tappare la bocca a quelli come
noi che continuano a parlare di mancato rispetto delle condizioni stabilite dal
consiglio comunale (in questo caso quella che riguarda “il mantenimento dell’attuale livello occupazionale senza smantellamento
di uffici e personale”)?
Di
fronte a questa ennesima umiliazione (a proposito, qualcuno ha già pensato di salutare
l’Asm, come l’ex responsabile delle Risorse Umane di Bas che era stato
parcheggiato a Brescia con il ruolo di assistente del segretario del Consiglio
d’Amministrazione, optando per un’altra attività) il gaudente comunicato
dell’Associazione Quadri Asm suona un po’ come una presa per i fondelli. “La recente nomina - scrivono da Brescia
- a dirigente di sei colleghi cresciuti
professionalmente all’interno del gruppo Asm è stata apprezzata dai quadri
aziendali. Tale scelta -
continuano -rafforza il senso di
appartenenza, valore sempre più prezioso in un contesto dove i nostri
competitors cercano di aggiudicarsi con ogni mezzo le migliori risorse umane”.
E bravi quelli dell’associazione: con un comunicato così è chiaro che chi non è
cresciuto professionalmente in Asm e, quindi non ancora considerato con “senso
di appartenenza”, non può ambire a promozioni. Anzi, a giudicare dagli
incarichi che si sono ritrovati i funzionari Bas dopo la fusione, appare
evidente come siano forzatamente sopportati, nonostante in fatto di
professionalità e capacità non abbiano niente da invidiare ai colleghi
d’oltreOglio.
Un
secondo esempio di “svendita”? In questi giorni è partita una nuova tornata di
cantieri per il teleriscaldamento in città. Fa niente se, dopo le denunce delle
opposizioni e le ammissioni della maggioranza, si è ancora in attesa da mesi di
una convenzione e di un contratto di servizio tra l’Asm e il Comune. E’ vero
che siamo in gravissimo difetto, avranno pensato in giunta, però cerchiamo di
non dare troppo fastidio a sua maestà Capra: lasciamogli tutto il tempo che
vuole per preparare il contratto che preferisce.
Un’altra
piccola punzecchiatura: ma il vicepresidente Beppe Facchetti è in letargo?
Possibile che con questo pazzo clima si svegliano tutti, dagli orsi alle
margherite nei prati, e lui, margheritone messo sulla sua comoda poltrona
bresciana per tutelare gli interessi di Bergamo, continua a dormire? E allora,
caro Facchetti, la sveglia te la diamo noi, visto che i lumbard di PalaFrizzoni
hanno chiesto di convocarti in Commissione per fare una verifica sul rispetto
delle condizioni stabilite dal consiglio comunale nella fusione con Asm.
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